In Austria nuovi ostacoli alle opere per la galleria di base del Brennero
6.11.2011, Redazione
Nel corso del 2009 il Transitforum (associazione austriaca impegnata in particolare sugli impatti del traffico merci su gomma lungo l’asse del Brennero) aveva presentato dei ricorsi contro la valutazione ambientale positiva sul traforo di base del Brennero, che il 15.4.2009 era stata emessa dalla Commissione VIA del Ministero dei Trasporti sulla base dello studio di impatto ambientale predisposto dalla Società BBT-SE.
Il ricorso era motivato dal fatto che la Commissione non aveva accolto le osservazioni di Transitforum sulla necessità che il progetto dimostrasse, dopo la realizzazione dell’opera, l’effettivo trasferimento delle merci dalla strada alla rotaia; e ciò anche se la stessa pronuncia di compatibilità ambientale dichiarava che la galleria di base non produrrà di per sé il trasferimento modale in mancanza di una adeguata politica dei trasporti.
E’ appena il caso di ricordare che - specialmente in Italia - le scelte di settore vanno quasi tutte nella direzione opposta a quella del trasferimento modale.
Nessuna delle giurisdizioni interpellate (il Tribunale amministrativo competente, il Senato per l’ambiente che è un tribunale ambientale centrale) ha dichiarato la propria competenza a decidere sul ricorso, anche (secondo il Transitforum) a causa di pressioni politiche.
Il ricorso è stato infine sottoposto alla Corte Costituzionale, cui in Austria possono rivolgersi anche soggetti di diritto privato.
E da pochissimo, il 31.10.2011, la Corte Costituzionale - pur non entrando nel merito della controversia - ha stabilito che la valutazione di impatto ambientale deve essere ripetuta perché sono fondate le motivazioni formali sostenute dall’Associazione e che l’opera in questo momento non è coperta da alcuna valutazione efficace di compatibilità ambientale: con la conseguenza che, tra l’altro, i cantieri aperti per lo scavo del cunicolo esplorativo (a Wolf e a Ahrental) risultano illegali.
Ma qui si fermano le buone notizie. Per la sua natura non amministrativa, la decisione della Corte non ha effetto inibitorio sulla continuità dei lavori al cunicolo pilota. Ora il Tribunale amministrativo competente dovrà ordinare la replica del procedimento davanti alla Commissione VIA del Ministero dei Trasporti.

