Il tunnel entra a scuola
5.12.2011, redazione
Il tunnel entra a scuola dalla porta principale.
Uscirà da quella di servizio.
Leggiamo su Provincia autonoma di Bolzano News del 29.11.2011 una notizia assai interessante.
Un’iniziativa concordata tra governo provinciale, dirigenza scolastica e BBT-SE (la società per la galleria di base del Brennero) crea un gruppo di lavoro incaricato di proporre “le possibili azioni pedagogiche per far familiarizzare gli scolari e studenti delle scuole altoatesine con la futura Galleria di Base del Brennero” e - suggeriremmo, affinchè non manchi nulla - con tutto il programma delle tratte di accesso in Italia e in Austria.
Saranno individuati pacchetti informativi diversificati secondo i gruppi scolastici destinatari in modo che gli studenti comprendano non solo “che cos'è la Galleria di Base del Brennero, dove e come viene costruita” - con i relativi “approfondimenti legati alle tematiche specifiche della geografia, della geologia, dell'innovazione tecnologica, dello sviluppo ecosostenibile, della viabilità, dello sviluppo socioeconomico” - ma anche come affrontare più in generale “in modo costruttivo il tema delle grandi opere”.
L’idea aspetta di essere estesa a realtà scolastiche del Land Tirolo e della Provincia di Trento (“l’Adige” del 30.11.2011 riportava a pagina 5 un trafiletto che riprendeva alcune parti del comunicato della Provincia di Bolzano; e in Trentino partono e crescono le proteste).
Le pensano tutte, ci verrebbe da commentare; un’idea propagandistica con informazione a senso unico sposata pure da quei responsabili scolastici che recentemente non hanno detto una parola sulla riduzione di orario (intorno al 10%) imposta ai ragazzi di lingua tedesca.
E invece siamo sicuri di sbagliarci. Tutti gli esperti e i Comitati No TAV che negli ultimi anni hanno duramente criticato il progetto stanno per essere invitati nel gruppo di lavoro in modo da assicurare agli studenti un contributo complessivo equilibrato che aggiunga alle indicazioni dei progettisti anche gli argomenti sull’inutilità delle nuove opere ai fini del trasferimento delle merci dall’autostrada di valico, sui loro costi improponibili, sulle devastazioni ambientali e i disagi sociali che promettono. Eviteremo così di interpellare gli insegnanti che hanno conservato una concezione indipendente del loro ruolo.

